Friday, July 15, 2011

GUIDO, BUON DUCA

PER ME SI VA NE LA CITTÀ DOLENTE.
PER ME SI VA NE L’ETTERNO DOLORE,
PER ME SI VA TRA LA PERDUTA GENTE

(…)

ED ELLI A ME:”LE COSE TI FIER CONTE
QUANDO NOI FERMEREN LI NOSTRI PASSI
SU LA TRISTA RIVIERA D’ACHERONTE

(…)

LE DUCA E IO PER QUEL CAMINO ASCOSO
INTRAMMO A RITORNAR NEL CHIARO MONDO,
E SANZA CURA AVER D’ALCUN RIPOSO

SALIMMO SÚ, EL PRIMO E IO SECONDO,
TANTO CH’I’ VIDI DE LE COSE BELLE
CHE PORTA ‘L CIEL, PER UN PERTUGIO TONDO,

E QUINDI USCIMMO A RIVEDER LE STELLE

DANTE, INFIERNO



Anche la Terra temerà le leggi
Inmutabili del creato.
Noi no.Noi propaggine ribelle
Di molto ingegno e poco senno,
Distruggeremo e corromperemo
Sempre più in fretta;
Presto, presto, dilatiamo il deserto
Nelle selve dell’Amazzonia,
Nel cuore vivo delle nostre cittá,
Nei nostri stessi cuori.

(Primo Levi (31-07-1919,11-04-1987), Almanacco, 2 gennaio 1987)

“Pero un hombre, una noche, sin buscarlo”

(José María Alvarez, Poema del exilio)

Hace que otro recuerde este verso

“Y esa continuidad de la Historia
Sin la cual no queda sino infamia, vileza, suicidio.”

(A Guido, 16-07-2011)

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